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Non uccidere!

29 giugno 2015 in Le catechesi di Padre T. 0

Alzi la mano chi non ha ucciso qualcuno!

A questo comandamento ci sentiamo tutti sollevati dal senso di colpa nel vederci tanto deboli e vulnerabili davanti alla Legge di Dio. Ci scorpiamo mancanti in tante cose, ma non in questa. Viviamo la nostra vita e giustifichiamo tante cose, spesso dicendo: «nonostante tutto, non ho mica ucciso nessuno». Si tratta quindi di Dio che si è sbagliato: tra le sue parole di libertà, identità, autenticità e maturità, che ci ha indicato come praole di vita, ne ha messa una, una parola di morte, che non è così comune all’apparenza. Forse si riferisce soltanto alla sacralità della vita umana, si riferisce all’omicidio, all’aborto, all’eutanasia. Davvero siamo tutti innocenti? Allora tutti a tirare la prima pierta contro Caino.

In realtà Dio non sta parlando solo di crimini di rara occasione nella nostra esperienza umana, sta parlando di qualcosa di ben più comune, non solo di crimini, ma di qualcosa ancora più grave, ci sta illuminando, sta facendo luce sulla nostra vita di peccato.

Uccidere vuol dire togliere la vita. Il suo contrario è darla, dare vita agli altri. Non si tratta solo di un divieto per educare i bambini, ma della parola di Dio che ci insegna la via per la vita piena. Dar vita è una parola di fecondità. Si tratta di essere fecondi nelle proprie relazioni.

Quando nel tuo gruppo di amici arriva qualcuno che non ti piace, che ti fa antipatia, non solo quando lo isoli, ma anche e sopratutto quando ti comporti in modo indifferente, quando lo ignori, lo stai uccidendo nel tuo cuore. Per te non esiste, per te è come se fosse morto. Questo è il nostro peccato, l’indifferenza, il bullyng, la maldicenza. Non si tratta solo di uccidere fisicamente, che in caso di legittima difesa e in casi estremi può anche risultare lecito. Si tratta di uccidere spiritualmente, di trascurare la parola di vita che il decalogo ti sta insegnando con questo manuale d’uso per la esperienza umana.

Sii fecondo nelle tue relazioni di lavoro, nelle tue relazioni familiari, sii fecondo nei tuoi incontri e scontri, nei tuoi dialoghi e nelle tue discussioni, nelle tue amicizie e antipatie, nelle tue lotte e nei tuoi abbracci. Gesù è stato fecondo fino alla fine, fin dalla croce: dalla croce ha dato la vita, la vita eterna. Cristo è la fecondità stessa, è la Vita che è Cammino e Verità. La verità nella tua vita è che ci sono relazioni nelle quali non stai facendo attenzione nel renderle feconde. Non uccidere, alimenta queste relazioni che stai mantenendo nella indifferenza, nell’apatia, nel “non ci capaiamo” o “non mi fa simpatia”. Se sei chiamato ad amare i tuoi nemici, quanto più sei chiamato ad essere fecondo con coloro che non sono per te nè amici nè nemici. Il loro nome è un altro, è più generale, è universale, è un nome eterno. È il prossimo tuo, che devi amare come te stesso. Per essere un altro Cristo che cammina nel mondo.

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Apparently we had reached a great height in the atmosphere, for the sky was a dead black, and the stars had