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Fallo con grazia!

10 febbraio 2014 in Le catechesi di Padre T. 0

Cari catechisti e Guide NET, la mia riflessione di oggi riguarda l’importanza delle parole; sì, proprio quelle che voi usate per comunicare Gesù ai bambini di NET. Del resto anche Dio ha iniziato a comunicare con l’uomo parlando… 

La Bibbia comincia con la creazione del mondo che Dio affida all’uomo perché se ne prenda cura. Finisce poi con la Gerusalemme celeste, da cui é cacciato “chiunque ama e pratica la menzogna” (Ap 22,15). Siamo chiamati a camminare nella veritá.. e a prenderci cura delle cose di Dio.

La parola “accidia”, da a-kedia, ha un alfa privativo su keidos, che significa “cura”, “interessamento”. É accidioso chi non ha cura delle cose, chi le fa a casaccio, non le valorizza. Non ha cura delle parole che usa, alle persone puó mancare di rispetto. Ognuno parla con i propri toni e per questo é importante avere cura di questa condizione, alimentarla, non lasciare le cose al caso, non farle a casaccio.

C’é una parola importante che va curata, alimentata, custodita. É la propria parola, riflesso della Parola di Dio che é Parola di Veritá: Gesú stesso. É importante imparare a prendersi cura, a interessarsi delle cose che si fanno, delle relazioni che si hanno con le persone. La virtú della persona matura é quella di essere presente, calma e raccolta. Prendersi cura delle cose, interessarsi, é “fare nuove tutte le cose” ogni giorno. É vivere alla presenza di Dio.

I bambini devono imparare a prendersi cura delle loro cose. Se ne interessano per un certo tempo, poi arrivano altri interessi e le lasciano perdere, passano ad altro. Fa parte della loro sete di conoscenza e di esperienze nuove, del loro spirito contemplativo e di entusiasmo nella scoperta. Imparare a fare le cose con grazia, per loro, é prepararsi ai sentieri di Dio: imparare a camminare nella veritá. Fare le cose con grazia vuol dire valorizzarle per quello che sono e per il fatto che passano tra le mani dei figli di Dio, perché nelle mani dei figli di Dio possono essere santificate. Fare le cose con grazia vuol dire sapere da dove vengono e dove vanno, vuol dire farle come vanno fatte, con amore e distacco, con calma e con giudizio, con spirito di eccellenza e sensatezza.

Imparare a parlare bene, avere cura della propria parola é un esercizio virtuoso per imparare sempre ad essere migliori. Non é solo una questione di benedicenza, ma di veritá. Ci sono piccoli mascheramenti, piccole menzogne e mezze veritá che vengono dette per conveninenza, opportunismo, a volte anche per paura di ferire qualcuno o per ricavargli un beneficio. Avere cura della veritá, custodire la propria parola, vuol dire avere cura di una relazione, perché la parola é relazione. Vuol dire avere cura di una relazione che é santa in se stessa perché é relazione con Dio, un rapporto personale con Gesú. Custodire la veritá nel proprio cuore, nella propria mente e nella propria parola é interessarsi di fatto alla propria comunione con Dio, é camminare nella veritá: vivere in Cristo.

Prima dei dieci comandamenti, prima della legge, prima della morale, Dio ci parla di una relazione. Dio custodisce la propria parola perché la Parola di Dio é lo stesso Gesú, il custode della Veritá che é lui stesso. Imparare a camminare nella veritá é avere cura di sé. “E Dio disse: « Io sono il Signore, tuo Dio » (Dt5,6)”. Prima della legge, Dio parla di una relazione, di un possesso che é quello di Dio. Un possesso che si esercita nella veritá, nel prendersi cura delle cose, una relazione che si rinnova ogni giorno, perché “dov’é il tuo tesoro, lí é il tuo cuore” (Mt6,21).

Insegnare ai bambini a fare le cose con grazia é educarli alla vita eterna.

Con affetto, Padre T.

(P.Massimo Merlino, L.C.)

bambini catechesi Padre T.

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