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Scienza e fede: una questione di sguardi

21 aprile 2020 in Formazione 0

Tratto dal nr. 7 di Essere catechisti (Aprile 2020)

A cura di: Manuela Riondato | Teologa e astronoma

«Ma è vero che Dio ha creato il mondo in sette giorni?»; «A scuola mi hanno detto che tutto l’universo è nato da una grande esplosione chiamata Big Bang!»; «Non è vero che è stato Dio a creare l’uomo: l’uomo viene dalle scimmie!»; «Ma se Dio è buono, perché permette che accadano le cose brutte?»

Quante volte ci sarà capitato di sentirci dire così da bambini e ragazzi che a scuola cominciano ad approcciarsi al mondo della scienza, oltre che all’esperienza della vita! È già difficile per noi adulti far sì che affermazioni che sono profondamente radicate in noi, soprattutto nell’ambito della fede, possano convivere con altre altrettanto radicate ma, almeno apparentemente, del tutto contrastanti; se poi ci troviamo davanti a domande come queste e cerchiamo risposte in termini semplici e comprensibili, adatte all’età di chi ce le pone, il compito può diventare particolarmente arduo. Non solo perché tradurre concetti difficili in un linguaggio semplice richiede pazienza e un certo grado di competenza, ma anche perché il più delle volte ci manca proprio la capacità di comprendere, articolare e mettere in relazione questioni così complesse e delicate, sia dal punto di vista biblico-teologico che da quello scientifico. Queste poche pagine non saranno sicuramente sufficienti ed esaustive, ma prove- ranno a dare qualche indicazione di massima per tentare una riposta, anche a domande così difficili.

«Ma è vero che Dio ha creato il mondo in sette giorni?»; «A scuola mi hanno detto che tutto l’universo è nato da una grande esplosione chiamata Big Bang!»; «Non è vero che è stato Dio a creare l’uomo: l’uomo viene dalle scimmie!»; «Ma se Dio è buono, perché permette che accadano le cose brutte?»

Quante volte ci sarà capitato di sentirci dire così da bambini e ragazzi che a scuola cominciano ad approcciarsi al mondo della scienza, oltre che all’esperienza della vita! È già difficile per noi adulti far sì che affermazioni che sono profondamente radicate in noi, soprattutto nell’ambito della fede, possano convivere con altre altrettanto radicate ma, almeno apparentemente, del tutto contrastanti; se poi ci troviamo davanti a domande come queste e cerchiamo risposte in termini semplici e comprensibili, adatte all’età di chi ce le pone, il compito può diventare particolarmente arduo. Non solo perché tradurre concetti difficili in un linguaggio semplice richiede pazienza e un certo grado di competenza, ma anche perché il più delle volte ci manca proprio la capacità di comprendere, articolare e mettere in relazione questioni così complesse e delicate, sia dal punto di vista biblico-teologico che da quello scientifico. Queste poche pagine non saranno sicuramente sufficienti ed esaustive, ma proveranno a dare qualche indicazione di massi- ma per tentare una riposta, anche a domande così difficili.

(continua…)

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