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Ricalcolare il percorso della nostra volontà: la docilità di Maria

13 Dicembre 2015 in Le catechesi di Padre T. 0

Il Vangelo non lo dice però lo lascia intuire. Seguendo un moto interiore, Maria aveva già scelto un percorso per la sua vita: quello della verginità. Sarebbe stata una donna consacrata a Dio. La sua risposta all’angelo Gabriele quando le annunciò l’Incarnazione di Gesù nel suo grembo – «Come sarà possibile se non conosco uomo?» – perderebbe significato se Lei avesse avuto l’intenzione, comune alle giovani donne, di avere figli.

L’annuncio dell’angelo significò per Maria un cambiamento radicale di piani. Sarebbe stata madre. In modo miracoloso – per opera dello Spirito Santo – avrebbe concepito e avrebbe dato alla luce un Figlio; gli avrebbe cambiato i pannolini e avrebbe dedicato la sua vita a farlo crescere, a educarlo e prepararlo per la missione che il Padre gli aveva assegnato.

Accettando questo cambiamento di percorso, Maria testimonia la trascendenza della nostra docilità ai piani di Dio. Non è una docilità cieca e automatica, ma intelligente e collaborativa; la docilità di Maria ha una forte componente di ascolto interiore, di attenzione al messaggio, di impegno sincero per comprendere il piano di Dio, fin dove è possibile, per assecondarlo nel migliore dei modi.

Il sì di Maria a Dio è stato il primo anello di una catena di salvezza che, in modo misterioso, avrebbe raggiunto ogni essere umano. La sorte dell’umanità non è mai dipesa, così tanto, dalla risposta di una persona. Maria non ha cambiato percorso solo nel momento dell’Annunciazione. Quello fu solo l’inizio di un cammino lastricato di cambi di programma. Betlemme non era nei suoi programmi per la nascita di Gesù, però Maria si sottomise all’editto dell’imperatore; l’Egitto non era nei suoi programmi, però Maria si sottomise a Giuseppe, avvisato in sogno che il re voleva uccidere Gesù; il Golgota non era nei suoi programmi però Maria si sottomise alla decisione del procuratore romano e, ai piedi della croce, accettò di essere Madre e Corredentrice dell’umanità.

Quante Betlemme, Egitto e Golgota non erano nemmeno nei nostri piani! Quante situazioni inattese ci obbligano a cambiare programma e aggiustare la rotta. Quanta fede è necessaria per scoprire, in tante circostanze non sempre giuste, nuove strade della Misericordia del Padre. Tre persone furono responsabili di quei drammatici nuovi programmi nella vita di Maria: Cesare Augusto, Erode e Ponzio Pilato. Maria, però, sapeva che erano strumenti della Provvidenza, strumenti di un piano divino che oltrepassava di gran lunga qualunque previsione umana. Gesù risuscitato avrebbe detto poi ai suoi apostoli che tutto questo doveva succedere perché si compissero le Scritture. Maria, accettando gli imperscrutabili piani di Dio, fece largo a questo nuovo percorso della Misericordia Divina che oggi chiamiamo Redenzione.

Mi auguro che questo Natale sia anche l’occasione perché ciascuno si presti con più docilità ai piani di Dio per la sua vita, una docilità radicata nella convinzione che i piani di Dio sono sempre «progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza».

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