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Natale anno zero

1 dicembre 2019 in Le catechesi di Padre T. 0

Editoriale del nr. 3 di Essere catechisti | Dicembre 2019

O del perchè la redenzione non è stata un’improvvisazione.

Non si può pensare a dicembre senza pensare al Natale, è quasi un tema obbligato. Ma se passiamo da festeggiare S. Andrea apostolo a celebrare il Natale del Signore ci stiamo perdendo parecchi giorni utili, tra cui un passaggio fondamentale: l’Immacolata! …e quest’anno rischiamo davvero, dato che, cadendo di domenica, i più distratti andranno a Messa quasi automaticamente senza darne il giusto peso. Per- ché fondamentale? Perché ci ricorda che la Redenzione non è stata un’improvvisazione, un gesto improvviso dettato dalla misericordia di Dio nei nostri confronti, ma che è stata preparata accuratamente in tutti i suoi dettagli: per secoli il Signore si è scelto un popolo, con dedizione si è disposto una stirpe di cui essere parte, con amore si è preparato un cuore in cui essere accolto: quello di Maria.

La venuta del Figlio di Dio, Dio Padre l’ha presa molto sul serio, tanto da spenderci tempo, attenzione, lavoro. Maria è il culmine di una serie di preparativi, non solo e semplicemente la mamma di un bambino speciale! E noi? Abbiamo già vissuto la prima settimana di Avvento e forse preparato il discorsetto per spie- gare ai bambini la grandezza della festa che celebreremo e for- se anche predisposto il materiale perché a catechismo possano fare qualche lavoretto per i loro genitori. Ma sono questi gli unici preparativi che il Signore ci chiede? Non ci stiamo perdendo dietro le cose da fare senza ricordarci perché le stiamo facendo? Dio Padre ci ha messo secoli a preparare un cuore, quello di Ma- ria, in cui essere accolto. Noi quanto ci metteremo a preparare il nostro? Arriveremo come sempre all’ultimo momento. Di corsa, trafelati, senza pensare che c’è parecchio da cambiare in noi e che il cambiamento richiede almeno due momenti: eliminare quello che ingombra il mio cuore e iniziare così a fargli spazio – la cosiddetta pars destruens – e, solo dopo, cercare di “costruire la culla” che lo accoglierà – la pars construens. Per fare questi passi c’è bisogno di tempo, per capire cosa devo fare, per decidere come farlo e anche vedere quando farlo.

Questa sarà la lezione di vita che i bambini apprezzeranno di più, questo ci permetterà di parlare davvero del Natale con entusiasmo e credibilità, questo farà di questo 25 dicembre un Na- tale diverso, speciale e indimenticabile: il Natale del mio anno 0.

P.Andrea Giustiniani, L.C.

Direttore responsabile

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