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Le 3 cose da evitare quando si fa catechismo ai bambini

13 ottobre 2017 in Think BIG! Think NET! 1

Un nuovo anno catechistico è iniziato. Nuove sfide, tanti buoni propositi, incontri, riunioni, momenti di formazione per i catechisti. Tutti a dire e a spiegare cosa il catechista dovrebbe fare, chi è chiamato ad essere; spunti per le attività e idee non mancano a nessuno ma occhio alle cose che proprio non bisogna fare con i bambini al catechismo! Quelle sono in pochi a dirvele!

In questo articolo vogliamo parlare di 3 tra gli errori più comuni (e più gravi) che spesso i catechisti compiono nell’evangelizzazione dei bambini.

Quali sono gli errori più comuni nell’evangelizzazione dei bambini

Errore numero 1:

Il catechismo non è una materia scolastica.

Spesso al catechismo si tende ad avere un approccio scolastico: “la lezione di catechismo”, c’è il quaderno, il sussidio-libro, i banchi, la cattedra. Le catechiste stesse spesso sono insegnanti o comunque persone che si comportano come se lo fossero. Il catechismo in realtà è altro… non è una “scuola della fede” ma un posto dove i bambini devono innanzitutto fare un incontro personale con Gesù. Un posto dove devono fare l’esperienza dell’amicizia con la persona più importante della loro vita: il Figlio di Dio. Le nozioni sono importanti e devono esserci, la dottrina deve essere trasmessa ma in un modo non scolastico ma esperienziale, fatto di storie, di condivisioni, e di impegni, di apostolato. Uno dei tratti distintivi della metodologia NET è proprio la missionarietà: far capire ai bambini che fare qualcosa per Gesù e per gli altri è bello e normale… una fede che si fa carne, che si mette all’opera. I bambini ne saranno felici, sperimenteranno una dimensione nuova: quella dell’apostolato. Facciamo di loro dei piccoli discepoli missionari.

Errore numero 2:

Il nostro non è un Dio meritocratico

I bambini crescono con adagi del tipo “se ti comporterai bene… allora…”. Attenzione perché il Dio dei cristiani non è meritocratico. Lui ama sempre, ha sempre un progetto di bene su ciascuno di noi, indipendentemente dal nostro comportamento. L’amore di Dio non si compra a forza di buone opere o di preghiere ripetute. L’amore di Dio è gratis, lo si può solo accettare; così come gratis sono i suoi doni, il suo coronarci di grazie e saziarci di beni, ricordando il salmo 102. È importante che i bambini non registrino l’immagine sbagliata di un Dio che premia o punisce a seconda di come ci si comporti. Il primo e più importante compito del catechista è fare ai bambini l’esperienza del sentirsi amati a prescindere, comunque e nonostante tutto… sempre. Perché loro sono i figli prediletti del Padre!

Errore numero 3:

Non esistono solo “le femminucce”!

Eh sì, probabilmente con le bambine è più facile. Stanno più attente, sono più disciplinate ma… ci siamo chiesti il perché? Forse perché troppo spesso lo stile del catechismo ha un approccio troppo… “femminile”. Bambini e bambine sono diversi, cerchiamo di proporre attività, giochi, esempi, approcci che possono coinvolgere anche i maschietti. Sicuramente ne saranno felici e seguiranno di più l’incontro. Ci sono aspetti di Gesù di cui purtroppo si parla troppo poco. Virtù tipicamente maschili come la forza, il coraggio, l’audacia. Presentiamo senza paura la bellezza di queste virtù che sono importanti anche per la nostra vita cristiana e che riusciranno ad affascinare anche i bambini.

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Commenti

  • Ugo ha detto:

    Condivido da vecchio catechista , dobbiamo far capire ai nostri figli che incontriamo una Persona e non una teoria.

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