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I canti per la (Prima) Comunione.

8 Giugno 2015 in A suon di musica 0

stock-footage-young-man-play-guitarOggi dobbiamo preparare i canti per il grande evento della Prima Comunione di venti bambini della parrocchia. Sono gli ultimi incontri del coretto, prima dell’estate, e questa volta c’è una sorpresa: don Roberto è venuto a trovarci!

“Non indovinate perché?” chiede. C’è un po’ d’incertezza, a dire il vero.

“Vedete: sinora non vi avevo dato particolari suggerimenti, perché ero certo che avreste scelto dei bellissimi canti per la Quaresima e la Pasqua…”

“E anche per il Mese di Maggio!” aggiungono i piccoli coristi.

“Ma…?” chiedono le catechiste.

“Ma questa volta ho una richiesta. Vedete, voi offrirete un dono tutto speciale ai bambini che faranno la Prima Comunione. Con il canto, li aiuterete a pregare meglio, a sentirsi più vicini a Gesù… perché è Lui la grande novità: la sua presenza nell’Eucarestia!”

“E quindi?”

Riassumendo, ecco la sua richiesta: che i canti scelti siano il più possibile aderenti a questo particolare momento della vita… e di ogni Messa.

“Il momento della Comunione è tutto dedicato alla presenza di Gesù! Lo dico perché a volte – non da voi, eh! – sento cantare delle cose belle, ma che invece di aiutare… distraggono, perché parlano di begli argomenti, sì, ma che non c’entrano; oppure sono troppo rumorose, non si riesce a pregare…”

Imbarazzo. Una catechista ammette: “È vero… a volte non sappiamo che cosa cantare e allora magari facciamo un canto alla Madonna.”

“Ehm, in effetti il momento giusto non è quello: casomai il canto alla Madonna si fa alla fine. Si potrebbe terminare la Messa con la Salve Regina, ad esempio! Ma che sia un canto breve, perché alla fine della messa il canto non sarebbe nemmeno previsto, e molta gente se ne va frettolosamente… Però se il canto è bello e breve, partecipano tutti.”

Don Roberto non è certo un prete verboso: eccolo che scappa già via, indaffarato come sempre.

Per avere coscienza chiara di quello che ci è stato detto, ascoltiamo prima un bel canto della tradizione: una dolce lauda che ripete “Egli è il tuo bon Iesù, che ti darà il suo amor”. Ecco cosa bisognerebbe ricordare sempre, quando ci si accosta alla Comunione! Poi spiego che è utile distinguere, per un momento così importante, due tipi di canti.

Un primo tipo riguarda i canti con i quali si va incontro a Gesù, si domanda la sua presenza, si cerca il “pane dell’anima”.

Un esempio? Il salmo responsoriale 33, che esiste in varie versioni. Quella da me preferita, semplice da cantare con tutto il popolo, è “Gustate e vedete” (reperibile nell’album “Canti – Repertorio Per Annum”, Ed.Nuovo Mondo, o in una vecchia pubblicazione della LDC, “Trenta Salmi e un Cantico”). Ha anche il pregio di essere adatta alla processione eucaristica: è bene infatti che il primo canto sia partecipato da tutta l’assemblea.

Il secondo tipo è riferito ai canti di ringraziamento: infatti, come non ringraziare Gesù per il miracolo che è ogni volta la sua venuta in noi?

Per questo momento, propongo due brani: “Signore, ti ringrazio”, di Stefano Pianori (che la scrisse quand’era appena un ragazzino) (https://www.youtube.com/watch?v=QdwWMiKDiSk)

e “Ora so” di Aldo Roscio (https://www.youtube.com/watch?v=QdwWMiKDiSk). Anche questi due canti possono essere eseguiti con tutta l’assemblea: l’importante è che l’accompagnamento strumentale sia adeguato al clima di raccoglimento che deve contraddistinguere la pausa di riflessione. Altrimenti, sarebbe preferibile il silenzio…

Ma siamo fortunati: due ragazzi del “Gruppo Giovani” accompagnano volentieri il canto con la chitarra, ed entrambi hanno imparato come usarla nella liturgia, seguendo uno stile adatto alla preghiera. Sono proprio andati a lezione di chitarra, per imparare ad arpeggiare, ossia ad usarla quasi come un’arpa: come si vede in tante belle raffigurazioni artistiche di angeli musicanti!

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