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Una voce femminile nella catechesi

7 Luglio 2021 in Donna & Catechesi 0

A cura di sr Stefania Baneschi

Suore Missionarie Francescane di Gesù Bambino

 

“Donna e catechesi”: fu questo il tema del mio intervento al Meeting Nazionale Formazione Catechisti del 19 ottobre del 2019, a Padova. Solamente una voce, quella della mia esperienza di donna e di annuncio della Parola. Sono una suora francescana, abito ad Assisi in una casa di accoglienza e formazione per giovani e nella mia missione c’è l’evangelizzazione.  

Vivo insieme a una fraternità di sorelle che testimonia la bellezza dell’amore di Dio. Siamo donne che annunciano il Vangelo, ognuna con il suo “colore”, la sua unicità ed è una scoperta continua della nostra femminilità messa a servizio di Dio nella cura degli altri. Ognuna di noi potrebbe raccontare la sua storia, ciò che è maturato e le difficoltà, i doni e le fatiche. Per questo parlare di ‘femminilità’ non può partire da una generalizzazione ma ha un riferimento personale imprescindibile. 

Il mio contributo in questa rubrica sarà quello di attingere dalla mia esperienza per condividere quello che di me e della mia femminilità sto scoprendo giorno per giorno. Non ho la pretesa di fornire una teoria o un manuale d’uso ma il desiderio di pormi accanto a chi legge per fare un tratto di strada insieme. Il percorso si articolerà in 8 tappe. In ognuna di esse guarderemo con più attenzione un tratto specifico della femminilità. Nella Evangeli Gaudium (103) Papa Francesco parla di un “indispensabile apporto della donna nella società”, di sensibilità, di intuizione, di certe “capacità peculiari” delle donne. Non riusciremo a farne una lista, un elenco completo, ma prenderemo il Vangelo e guarderemo come alcune donne nell’incontro con Cristo si lasciano illuminare dalla sua salvezza che fa risplendere la loro identità in pienezza. Come la salvezza incontra queste donne? Quale tratto della loro femminilità viene riacceso? Non li elencheremo in ordine di importanza ma compiremo un “viaggio”, come se fosse la strada che la buona notizia del Vangelo fa nella vita di queste donne per diventare buona notizia per i fratelli. È il cammino della Parola che attraverso lo Spirito rivela chi siamo: discepole del maestro.  

Esiste una peculiarità nell’annuncio del Vangelo da parte di una donna? Ognuno di noi, uomo o donna che sia, può portare solo il racconto di come quella Salvezza ci ha raggiunto e liberato, di come il suo vero sé è stato riportato alla vita. Papa Francesco nella Christus vivit  (130) sintetizza tre verità dell’annuncio ai giovani: Dio ti ama, è il tuo salvatore, Egli vive. Se esiste un “compito” nella catechesi allora è questo: narrare la salvezza. Essere salvati significa anche conoscere la preziosità del mio essere e del mio esserci nel mondo. Negli incontri tra Gesù e le donne su cui ci soffermeremo noteremo quei tratti di umanità che non sono esclusivi del femminile ma che sono ad esso “peculiari”, ovvero, caratteristici nella donna, e che dipingono il suo volto autentico. Questa rivelazione innesca delle dinamiche di trasmissione del Vangelo agli altri che la rendono evangelizzatrice in un modo irripetibile. 

Verrebbe naturale chiederci se sia corretto parlare di un servizio dell’evangelizzazione al maschile e al femminile in modo distinto. Bisogna sfuggire all’inganno di considerare maschio e femmina come ‘modi’ separati e bastanti a se stessi. Il primo annuncio che la sessualità ci fa è che non siamo ‘tutto’ ma siamo incompleti e addirittura necessari l’uno all’altro. Maschile e femminile costituiscono la differenziazione sessuale che non si chiude in sè stessa ma che si apre a una profonda reciprocità e complementarietà. Mettere questa base antropologica può sembrare scontato ma è importante per il cammino che faremo. Vorremmo infatti affermare che l’apporto della donna nell’evangelizzazione ha un valore di risorsa, il contributo  della donna costituisce una promessa di fecondità per i nostri percorsi catechetici. La loro presenza è un dono fatto alla Chiesa che trova nell’alleanza e non nella contrapposizione con il maschile la sua vocazione e missione. Perché il nostro annuncio sia profondamente umano e profumi di Vangelo è necessario non appiattire né confondere la ricchezza inscritta nel maschile e nel femminile valorizzando la reciprocità dello stare “corrispondenti” (Gn 2,18) l’uno per l’altra. Ogni donna che compie un servizio di evangelizzazione è chiamata a riappropriarsi di tutti quei doni di femminilità di cui il Creatore l’ha riempita, perché sono indispensabili alla Chiesa, all’umanità, al crescere del Regno di Dio.

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