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La pietra d’inciampo per ogni cristiano

26 ottobre 2015 in Le catechesi di Padre T. 0

Il senso della sessualità è la logica del dono. Nella vita cristiana non c’è sesso: non è proprio previsto, non c’è spazio per il sesso nell’esperienza cristiana. Detto così, sembra una follia, oggi sempre di più, politicamente scorretto immaginando il dialogo con la gente comune.

Il sesto comandamento oggi è un tabù. Sembra la pietra d’inciampo per ogni cristiano davanti alla realtà della vita propria e dell’opinione del mondo. Ma andiamo per gradi. Abbiamo detto che si tratta di parole, non di ordini, del manuale delle istruzioni per l’uso della vita, di una umanità in pienezza. Quindi se ci fidiamo di Dio questa sesta parola deve nascondere un tesoro, un consiglio pratico. Commettere adulterio vuol dire avere relazioni intime con una persona diversa dal coniuge. Il suo contrario, in senso positivo, è stare in intimità con il proprio coniuge, solo con questa persona. Pertanto, si tratta di una parola di fedeltà.

Commetti adulterio quando tradisci un’amica a cui rimani indifferente perchè la ragazzetta nuova provvista di scooter o già con la patente ti offre di fare coppia con lei. Commetti adulterio quando abbandoni il gruppo di amici al momento di completare il progetto pensato insieme per usarlo come passaporto nell’azienda che ti corteggia. Commetti adulterio cuando non dici alla tua fidanzata che ti piace un’altra ma ci provi prima per vedere se ti si fila per non rischiare di perdere l’una e l’altra. Sii fedele alle tue relazioni, rispetta le persone con cui stai in relazione, il prossimo, perchè sei nato per amare. Non è una questione di sesso, ma di fedeltà.

Alla coppia di ragazzi stretti mano nella mano, dì pure a lui: «guarda la tua ragazza da qui a dieci anni: è tua moglie? Non devi impegnarti, ma fare una proiezione: se vedi che non è una possibilità, allora con lei adesso che cosa ci stai facendo?». Poi rivolgiti a lei: «guarda il tuo ragazzo da qui a quindici anni: è il padre dei tuoi figli? Perchè se non lo vedi così, se sai che non vuoi che lo sia, allora che cosa gli stai permettendo di fare con te? E che ne pensa di questo tuo marito, ovunque sia?». Dopo il matrimonio, si chiama vita coniugale. Prima del matrimonio, si chiama castità, parola difficile, ma anche: coscienza, prova, custodia del cuore, purezza, dignità, prudenza davanti alle possibili ferite di tante relazioni sbagliate, decisione di fare le cose per bene, volontà di camminare davanti a Dio. In sintesi, vita di grazia.

Cosa fanno due fidanzati quando c’è sesso prima del matrimonio? Facile, fanno sesso.. tutto il tempo. Cosa fanno, invece, quando non c’è sesso prima del matrimonio? Più raro, ma vero: passano il tempo parlando, si conoscono, imparano ad apprezzarsi, ad accettarsi, a prendersi cura l’uno dell’altro, imparano ad amarsi. Poi arriva il giorno del matrimonio e in questa relazione custodita con tante difficoiltà e, certamente, con le sue cadute, Dio si compiace e ci mette la firma: questo vincolo si fa sacramento. Dio si assume la responsabilità di benedirlo, custodirlo, proteggerlo, rafforzarlo, accompagnarlo e santificarlo. Finchè morte non li separi.

Non c’è sesso nella vita cristiana, ma innocenza e custodia del cuore prima e dono di sè nella vita coniugale poi. Questo quando l’innocenza e la custodia del cuore non si trasformano in progetto di vita, come nella vita consacrata e nella vocazione celibe/nubile alla santità. In quel caso, l’intimità più profonda, segreta e nobile della persona è riservata a Dio. Come nel caso di Maria e Giuseppe. Erano intimi tra loro, ma nella grazia.

Sii fedele nelle tue relazioni. Se ti eserciti a essere fedele verso gli altri imparerai ad essere fedele a te stesso, allora sì sarai fedele a Dio.

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