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Come fa Dio con noi

10 gennaio 2018 in Think BIG! Think NET! 0

Alcuni giorni fa una mia amica mi ha raccontato un episodio e la riflessione che ne ha fatto in seguito. Loro sono una famiglia di 5 persone, tre bambini e abitano in un casa piuttosto piccola.

Qualche giorno prima aveva preparato tutto per stirare in salotto e scaldato il ferro a caldaia. Aveva in casa solo il bambino più piccolo di due anni che giocava lì in salotto vicino a lei.

Dopo un ora di stiro ha quasi finito e si accorge che sul poggiolo ci sono ancora due pantaloni stesi, già asciutti. Esce dalla porta finestra del salotto per prendere i pantaloni e la porta si chiude dietro di lei. La porta finestra non ha una maniglia esterna e rimane quindi chiusa sul terrazzo.

Chiama il bambino perchè venga ad aprire, ma si accorge che oltre a non arrivare alla maniglia si mette in pericolo camminando avanti e indietro nella stanza, passando più volte vicino al ferro acceso, ai fili della corrente, all’asse.

Inizia a chiamare aiuto, sperando che qualcuno dei vicini la senta; la suocera che abita sullo stesso piano ha anche le chiavi di casa sua, ma sembra non esserci nessuno.

Lei è spaventatissima, perchè il bambino dentro inizia a piangere e continua a camminare vicino alla postazione da stiro, urtandola. Cerca di parlargli con pazienza per calmarlo e soprattutto per tenerlo vicino alla finestra.

Vorrebbe rompere la finestra, ma teme di ferire con i vetri il bambino, che non capisce la situazione e continua ad aggirarsi per la stanza.

Dopo almeno 30 minuti una vicina si accorge della situazione e avvisata la suocera aprono la porta e poi la finestra. Tutto risolto.

La mia amica raccontandomi questo mi dice che durante quella mezz’ora lei ha pregato che tutto si risolvesse per il meglio e che l’angelo custode del bambino vegliasse su di lui. Poco dopo che tutto si era risolto ha iniziato a pensare a Dio Padre.

Noi siamo come il bambino, viviamo la nostra vita senza accorgerci dei continui pericoli per la nostra anima. Dio ci vede, ma non può aiutarci, se noi non apriamo la porta del nostro cuore; così come lei vedeva il suo bambino attraverso la portafinestra, ma non poteva entrare se lui non apriva.

Il Signore ci chiama, ci aiuta e ci guida, ma noi dobbiamo aprire il cuore. Dio ci lascia questo meraviglioso dono della libertà, ma se non riconosciamo che senza di Lui non possiamo salvarci, rischiamo di farci molto male, se non addirittura perdere la vita.

La sofferenza di Dio è di non poterci salvare tutti. 

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